Quasi ogni giocatore si troverà di fronte alla Teoria Martingale a un certo punto della loro esperienza di gioco. La premessa di questa teoria è così semplice che una grande percentuale di giocatori effettivamente pensa di poter avere successo in maniera molto semplice e veloce. Ma come la maggior parte dei sistemi di scommesse, la Martingale è viziata al suo livello più elementare.
Per prima cosa, andiamo a chiederci che cos’è la teoria della martingala. Praticamente, si tratta di una teoria che può essere utilizzata in molte situazioni, ma è più spesso associata con il gioco della roulette. Il concetto implica di realizzare delle scommesse di una chip sul colore, dunque rosso o nero, sul pari o dispari, oppure su alto o basso, raddoppiando l’importo scommesso ogni volta che si perde la scommessa.
Per esempio, un giocatore piazza una scommessa di 1 dollaro sul nero. Se il risultato è nero, allora il giocatore riceve 2 dollari, ovvero 1 dollaro della sua scommessa e un guadagno di 1 dollaro. Se il risultato del gioco è rosso, allora il giocatore perde la sua giocata. Al giro successivo dovrebbe raddoppiare la scommessa, portandola a 2 dollari. Ora, se il risultato fosse nero, egli vincerebbe 4 dollari, divisa tra la puntata di 2 dollari, 1 dollaro della puntata precedente e un profitto di 1 dollaro, mentre se perde la scommessa, allora bisogna raddoppiare, giocando 8 dollari. Il sistema prosegue lungo queste indicazioni.
Come si vede, l’utile è limitato al valore della puntata iniziale, in questo caso 1 dollaro.
Ma il sistema Martingale, funziona? I sostenitori della teoria utilizzano la seguente logica per provare la validità del sistema. La probabilità che su una roulette non uscirà mai il nero è pari a zero, ipotizzando che la ruota ha un giro equo ed imparziale. Vedendola da questo punto di vista, sembra che la cosa funzioni. Nel prossimo articolo andremo ancora ad approfondire questo concetto.





